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PIEVE DI CENTO   

 http://it.wikipedia.org/wiki/Pieve_di_Cento

http://www.sarata.it/pieve_di_cento.htm

Cittadina dell’Emilia-Romagna in provincia di Bologna, sorse nel X secolo intorno alla chiesa di Santa Maria Maggiore sviluppando un’urbanistica in pianta rettangolare con vie simmetriche e porticate, durante il periodo rinascimentale; unita in passato a Cento, fu da questa divisa dal fiume Reno, che nel 1458 mutò corso passando tra le due cittadine. Fino al1929 fece parte della provincia di Ferrara per passare poi definitivamente sotto l’attuale provincia.

1) PORTA BOLOGNA: A sud, alla fine di via Matteotti, Porta Bologna accoglie il visitatore che proviene da quella citta'. Originariamente in legno, fu ricostruita poi in mattoni verso la fine del XIV secolo, quando tutte le porte furono adeguate nei mezzi difensivi e nei criteri di costruzione alla Rocca, il che conferi' a Pieve l'aspetto di un castello fortificato. Porta Bologna fu trasformata alla fine del '700 in abitazione; dopo vari interventi parziali, nel corso del 2004, con un forte intervento di recupero conservativo, Porta Bologna ha ritrovato l'antico splendore e andra' ora ad integrare le sale di esposizione museali, sia permanenti che temporanee.

2) ROCCA E MUSEO CIVICO:  Pieve, negli anni che seguirono la costruzione della rocca di Cento (1378), si era adoperata per migliorare il suo dispositivo di difesa, non volendo essere da meno del paese rivale. Postasi anch'essa sotto l'egida del Comune bolognese ottenne di poter costruire una fortezza anche nel suo territorio.   Scelto il luogo adatto vicino, espropriati i terreni e le case sopra i quali doveva sorgere, la Rocca fu costruita fra il 1382 e il 1387 da mastro Antonio di Vincenzo, uno degli architetti di San Petronio a Bologna. Fino agli inizi del '500 fu una poderosa ed efficiente fortezza. In seguito, anche a causa dell' evoluzione delle armi da fuoco e di conseguenza delle fortificazioni, subì un irreparabile declino, che la ridusse ad essere poco più di un imponente rudere. Dopo la campagna di restauro conclusa nel 1994, la Rocca e' stata riaperta al pubblico ed attualmente ospita il Museo Civico, con esposizione di documenti e testimonianze sulla storia e sui personaggi che hanno onorato Pieve di Cento.               

3) CHIESA DI SAN ROCCO: semplice costruzione eretta nel 1628 sulle rovine di un edificio precedente, risalente al 1440. Il bel campaniletto a due campane è del 1688. La chiesa è stata in passato sede di due compagnie religiose fiorenti a Pieve di Cento, quella di S. Rocco, fondata sul finire del 500 e quella di S. Pio Suffragio risalente al 1664, caratterizzate la prima dall'uso di una cappa verde e la seconda da cappa bianca e mantelletta nera. L'interno presenta sei altari, nel secondo a sinistra vi è una lapide dedicata nel 1940 ai caduti della prima guerra mondiale.

 4) PALAZZO "EX SALA PARTECIPANZA" E PIAZZETTA PARTECIPANZA: Palazzo tardo-rinascimentale, sede fino a qualche anno fa della Partecipanza, attualmente ospita uffici e appartamenti, mentre nella sala al piano si ospitano mostre di pittura e scultura, concerti, dibattiti. L'attuale sede della Partecipanza è ora a Porta Cento. La piazzetta della Partecipanza, è stata costruita nel 1980 sulle fondamenta dell'ex cinema, ora ospita, negozi e appartamenti e concerti all'aperto.

 5) PALAZZO MASTELLARI PINACOTECA CIVICA: La Pinacoteca Civica e' stata istituita nel 1980. Sita nella centrale piazza Andrea Costa, ha sede in un edificio settecentesco accanto ad altri servizi culturali come la biblioteca di pubblica lettura, l'archivio storico e l'antica biblioteca del Collegio degli Scolopi. Tutti questi istituti, riuniti in un'unica sede, formano il Centro culturale Vladimiro Ramponi. I cataloghi della Pinacoteca sono stati pubblicati a conclusione di un'organica campagna di restauro e di studio su tutto il corpus del patrimonio artistico locale. La Pinacoteca si articola in due sezioni: arte antica e arte del novecento.

6) COLLEGIATA SS. MARIA MAGGIORE:  E' la più antica Chiesa del Centopievese, fino al 1378, sede dell'unico fonte battesimale. Compare per la prima volta, come Pieve di Santa Maria Maggiore, in un documento del 1207. L'edificio attuale e' una ricostruzione attuata fra il 1702 e il 1710 su progetto dei fratelli Campiotti di Modena. L'abside, invece, e' ancora quella della chiesa preesistente e risale alla seconda meta' del XIV secolo. L'interno in stile barocco, e' a navata unica, con altari laterali. Vi sono importanti quadri del Guercino e di Guido Reni.

L'assunzione di G. Reni Questo grande quadro di Guido Reni, del 1600, si trova contro il fondo absidale della sopra l'altare maggiore. In questa pala, il Reni enfatizza la differenza fra cielo e terra nel contrasto fra l'abito trasparente degli angeli e il drappeggio materiale degli apostoli. In un disegno preparatorio eseguito per l'intera composizione, la Vergine e' rappresentata in piedi; l'autore scelse di cambiare la posizione nella realizzazione finale per conformarsi al pensiero domenicano, secondo il quale la Grazia viene in dono dal cielo.

Annunciazione del Guercino La tela dell'Annunciazione, opera del 1646 del Guercino GiovamBattista Barbieri, si trova nell'omonima cappella la prima da sinistra rispetto all'entrata. L'altare fu collocato qui in preparazione alle feste ventennali del Crocifisso, nel 1940, trasferendolo dall'ex convento degli Scolopi, mentre il quadro era precedentemente depositato nella sede comunale.Il Guercino adottò un'iconografia insolita nell'Annunciazione; l'angelo e' ritratto mentre riceve istruzioni dal Padre Eterno per la sua missione, mentre la Vergine Maria e' raffigurata in ginocchio, assorta in un libro di preghiere. Vi e' un impressionante contrasto tra la meta' inferiore della composizione, così commovente nella sua silenziosa semplicità, e la metà superiore, piena di movimento, in un atmosfera quasi festiva.

7) PIAZZA - MUNICIPIO - TEATRO COMUNALE:Il teatro comunale e' situato all'interno del Palazzo Municipale, esempio raro di luogo per spettacoli all'interno di un palazzo pubblico.La sua edificazione si svolse a più riprese: i lavori iniziarono nei primi anni del Settecento, ma solo nell'Ottocento si definì l'attuale assetto architettonico, ad opera dell'ingegner Antonio Giordani; secondo le tipologie del teatro "all'italiana" dell'epoca, la sala e' disposta su tre ordini di palchi, con cavea a ferro di cavallo. L'inaugurazione avvenne nel 1856 con la rappresentazione del Trovatore di Giuseppe Verdi. Nel 1981 l'Amministrazione comunale approvò il progetto di recupero del Teatro, con un primo stralcio di lavori di consolidamento e risanamento dell'edificio: furono rafforzate le fondazioni, rifatto il tetto e ricavati nuovi spazi. L'ultimo intervento, iniziato nel 2001 e concluso nel 2003, ha riguardato l'integrale restauro e restituzione alla loro funzione originale della sala e del foyer. Inoltre sono stati realizzati nuovi spazi per camerini, sala di regia, scale di sicurezza e nuovi impianti. Anche gli arredi originali sono stati restaurati, cosi come le parti dipinte e gli stucchi. Nel 2001 era stata restaurata la grande tela (5,80 x 7,30) dipinta da Adeodato Malatesta a metà dell'800 che fungeva da sipario e poi da fondale.

 8) OPERA PIA GALUPPI E GIARDINO: Questo palazzo, che nel 1857 ospitò papa Pio IX, presenta un pregevole scalone d'onore barocco con statue ed affreschi. Nel cortile interno trovano sistemazione tre opere bronzee di Severo Pozzati (Sepo), parte di una più ampia donazione eseguita a favore della Pinacoteca Civica.               

 9) PORTA ASIA: Ad est, in fondo a via Gramsci, appare la restaurata Porta Asia (dal nome di una vicina borgata, con l'accento sulla "i"!), la piu' popolare delle quattro porte pievesi, ispiratrice di numerosi canti folkloristici. La ricostruzione dalla struttura lignea a quella in muratura risale al 1342. Porta Asia non e' una semplice struttura di difesa, ma consiste in due corpi distinti: un avancorpo con ponte levatoio e portella pedonale e un retrocorpo di difesa, un piccolo castelletto fortificato a cui le macchine offensive, le merlature, le strutture a sporgere conferivano un deciso aspetto guerresco. Purtroppo la caduta delle merlature, il deperimento delle strutture in legno, l'ottocentesca mimetizzazione con le case retrostanti ne hanno in parte modificato l'aspetto. Restaurata nel 1981, Porta Asia ospita oggi il Centro di documentazione sulla lavorazione della canapa. Vi sono conservate fotografie, documenti, attrezzi di lavoro, tutti donati dai cittadini, che testimoniano l'importanza della lavorazione della canapa nell'economia locale fino a pochi anni orsono.

10) CHIESA SS. TRINITA':  Fu edificata dall'omonima confraternita religiosa che si era stabilita a Pieve di Cento intorno alla metà del secolo XVI. La Chiesa, ricordata per la prima volta in una bolla del 1581, era luogo di preghiera e di sosta per i pellegrini in viaggio per i luoghi santi. Il vicino ospedaletto, coevo della chiesa e amministrato dalla stessa confraternita, offriva cura e soccorso ai viaggiatori nonché ai convalescenti dimessi dall'Ospedale di S. Maria. Il gioiello di questa chiesa e' costituito dall'oratorio, che racchiude una delle testimonianze piu' alte del patrimonio artistico pievese: gli splendidi affreschi di Lionello Spada e di Francesco Brizio (dipinti fra il 1612 e il 1615), raffiguranti scene dall'Antico e dal Nuovo Testamento, e il coro in noce intagliato da Giovanni da Bergamo detto "il Venezian", su disegno dello stesso Brizio.          

11) CONVENTO CLARISSE - CHIESA DI SS. CHIARA - VICOLO DELLE SUORE: La chiesa di Santa Chiara fa parte dell’omonimo monastero, fondato nel 1516 da quattro suore francescane. Il nuovo convento delle clarisse, che erano già presenti a Pieve di Cento dalla fine del XV secolo, crebbe velocemente, acquisendo importanza grazie al sostegno di molte famiglie pievesi, della Congregazione dei Devoti di Maria e grazie al patrocinio del duca di Ferrara, Alfonso d’Este, concesso nel 1517.La comunità delle suore, che si dedicavano all’educazione delle fanciulle, si ingrandì progressivamente, tanto che nel 1633 il convento fu sottoposto ad importanti opere di ampliamento che si protrassero fino al 1650, per attuare le quali fu acquistata e annessa anche la vicina chiesa di Santa Croce. Nell’ambito di questi lavori fu realizzata una nuova chiesa, inaugurata nel 1645, in sostituzione della preesistente.Dal 1818, in seguito alla soppressione dell’ordine religioso in epoca napoleonica, il convento fu adibito ad ospedale, e tale rimase fino al 1980. Attualmente il complesso ospita poliambulatori, uffici comunali ed è sede dei corsi di Scienze Infermieristiche della facoltà di Medicina di Ferrara.

12) CHIESA SS. ANNUNZIATA DEI PADRI SCOLOPI: Severa ed imponente la facciata a tre archi del 1648, è quanto rimane della chiesa, del chiostro e collegio dei Padri Scolopi, chiamati a Pieve di Cento dal nobile Francesco Mastellari perché tenessero scuola ai Pievesi dove vi rimasero fino al 1864. Oggi la chiesa è adibita a magazzino, le scuole contigue ospitano collezioni private, mentre il campanile il timpano della chiesa crollarono negli anni 30. Il chiostro fu abbandonato nel 1960 per fare posto all'attuale fabbrica di cordami.

13) PORTA FERRARA: A nord, al termine di via G. B. Melloni (storico ed ecclesiastico pievese vissuto nel '700), si staglia Porta Ferrara, del 1342, di cui sono stati messi recentemente in luce i merli bentivoglieschi. Assieme al contiguo ex-macello, e' oggi sede della Scuola di Liuteria e della Scuola di Artigianato Artistico pievese. A fianco della Scuola e' presente la sezione espositiva del Museo Civico dedicata alla liuteria.

14) I PORTICI - CASA DEGLI ANZIANI: La "Casa degli Anziani" è uno degli edifici più antichi di Pieve: del 1272, dalle colonne in legno. Era una antica locanda, ricovero di pellegrini e posta di cavalli. La casa fronteggia la piazzetta del Pozzo delle Catene, uno degli scorci più caratteristici della città. La colonna, in marmo, e' sormontata da un capitello corinzio, il cui originale, oggi conservato nella Pinacoteca Civica, risale ai secoli XI-XII; indicava forse il centro del cardine mediano di un territorio susseguente alla divisione romana in centurie.

 15) PORTA CENTO: Almeno a partire dal XIII secolo, Pieve fu circondata da un fossato e da un terrapieno fortificato con palizzata, con quattro porte in legno ad uso di torri armate. Il fossato e il terrapieno furono smantellati alla fine del secolo scorso, mentre le porte, modificate nel corso del tempo, ancora oggi sorvegliano gli ingressi alla citta'.
Ad ovest, in fondo a via Garibaldi, e' visibile la settecentesca Porta Cento, la prima ad essere costruita in muratura (1337), in sostituzione della precedente struttura lignea. Andata purtroppo distrutta in gran parte in seguito ad un incendio, fu ricostruita nel Settecento nella forma attuale.

16) VECCHIA FERROVIA: anticamente stazione di Pieve della tramvia Bologna-Pieve-Malalbergo con la sua locomotiva a vapore collegava Pieve ai paesi vicini. Il 16 settembre 1889 venne aperta all’esercizio la linea tramviaria BOLOGNA-PIEVE DI CENTO, successivamente, il 19 maggio 1891 quella BOLOGNA-MALALBERGO.La Bologna-Pieve di Cento aveva un percorso di 30 km e la Bologna-Malalbergo misurava 38 km.
La tramvia nei suoi 66 anni di servizio ha trasportato oltre 35 milioni di persone tra cui operai e studenti, 2800 miliardi di tonnellate di merce, tra cui bietole, patate e cipolle. Di gran lunga, come risulta dal raffronto degli introiti dovuti alle merci e ai passeggeri, era senz’altro più rilevante il trasporto delle prime rispetto ai secondi. Il viaggio tra Bologna e Pieve nel 1899 aveva la durata di 2 ore  Nell’arco della giornata partivano o quattro treni, il primo alle ore 5:56, l’ultimo alle ore 16:00.L’ebrezza della velocità la si ebbe con l’introduzione delle "LITTORINE", che molti ricordano assai bene. Queste motrici a petrolio entrarono in servizio nel 1935 e oltre ad essere più confortevoli erano anche più veloci. Durante la seconda guerra mondiale la tramvia venne duramente colpita dai bombardamenti.
una linea ferroviaria di pianura  con due direzioni, percorsa da "vaporini"  e poi da "littorine", nata nel 1889 e abbandonata nel 1955. allorché venne sostituito da una linea di autocorriere.

17) MUSEO MAGI ARTE E GENERAZIONI ITALIANE DEL 900 G. BARGELLINI:  Il MAGI 900 Museo delle Generazioni Italiane del 900, fondato dall'imprenditore e collezionista Giulio Bargellini all'interno di un ex silos per lo stoccaggio del grano, offre agli amanti dell'arte un ampio panorama sul Novecento italiano con un attento sguardo all'arte contemporanea. La collezione, creata sulla base delle acquisizioni personali dello stesso Bargellini annovera oggi più di 2.000 opere di arte moderna e contemporanea fra pittura, scultura, fotografia e installazioni. Si possono dunque ammirare i capolavori dei grandi nomi che hanno segnato la storia del XX secolo: Afro, Balla, Burri, Boccioni, Cagli, Campigli, Carrà, Capogrossi, Casorati, Corpora, Crippa, De Chirico, Depero, Dova, Guttuso, Manzù, A. Martini, Melotti, Minguzzi, Modigliani, Arnaldo e Giò Pomodoro, Recalcati, Savinio, Severini, Sironi, Vedova, per citarne solo alcuni. Il Museo dunque abbraccia il secolo recentemente concluso con opere di artisti raggruppati in decenni fino alla generazione dei nati negli anni '40. L'intenzione è quella di arricchire ogni anno la già nutrita raccolta grazie a nuove acquisizioni e donazioni. Intensa è anche l'attività espositiva che, sotto la direzione artistica di Vittoria Coen, presenta personali e collettive che indagano particolari aspetti del secolo breve. Inoltre con una scelta particolarmente innovativa per una realtà museale e unica nel suo genere in Italia, il MAGI 900 ha anche affiancato alle proprie iniziative espositive una politica culturale di Art consulting, affidata a Roberto Mazzacurati.museobargellini.com

18) PARCO "CIMITERO EBRAICO": questo piccolo appezzamento di terreno è l'unica testimonianza tangibile rimasta della presenza ebraica di Pieve di Cento. L'insediamento ebraico ebbe origine nell'ultima decade del secolo XIV quando Pieve ebbe un banco feneratizio autonomo gestito da Dattilo di Guglielmuccio nella giudecca di via Borgovecchio, Vicolo del Cane, Corte dei liutai, dove avevano la Sinagoga, verso metà del XVI sec. a causa di gravi episodi di intolleranza decisero di non abitare più a Pieve e dimorarono in altre località più ospitali, il giardino fu realizzato nel1992 a cura del Comune di Pieve di Cento su terreno della comunità ebraica di Ferrara.

I PORTICI DI CASA VEDRANI E VIA RISORGIMENTO: Il centro storico, ben conservato, e' di aspetto settecentesco, con alcune emergenze medievali tardo-rinascimentali, e mantiene l'antica struttura di "città murata" racchiusa tra le quattro porte. Le vie si intersecano con scorci deliziosi, caratterizzate dai bei portici di fattura povera ma elegante, con prospettive visuali sempre diverse.

CAPPELLA DELLA MADONNA DI PIAZZA E VOLTONE: la cappella sostituisce una piccola chiesa andata distrutta nel 1848, sull'altare una Madonna con bambino su tavola. Il voltone grande arco di portico dove anticamente si teneva il mercato coperto, sopra al Voltone si trovava la sede del Monte di Pietà, approvato da Giuliano della Rovere nel 1945 quale frutto di predicazione francescana al fine di arginare la piaga dell'usura, tale istituto funzionò dal 1555 al 1916, anno in cui venne assorbito dalla Cassa di risparmio di Cento quale sezione Pegni. Sul portone vi è un affresco  rappresentante una Pietà con Cristo tra la Madonna, S. Giovanni e S. Bernardino, opera tardo cinquecentesca con rifacimenti ottocenteschi.

GRAND HOTEL BOLOGNA http://www.grandhotelbologna.com/ 

 

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