
PICCOLI CONTENITORI DI ... DOLCEZZA
LA COLLEZIONE DI SARA TAGLIAVINI
DI SETTIMIA RICCI
Nel
1908 Loic de Combourg e Francois de la Tourasse depositarono il loro
brevetto del contenitore per l'imballaggio dello zucchero a pezzi.
Nel 1909 Ernest Picard ideò un involucro cartaceo atto a contenere
"zucchero igienico in bustina, per unità differenti, protetto dalle
mosche e dai microbi della polvere".
In Italia fece la sua comparsa solo dopo la seconda Guerra Mondiale.
Ecco, quindi, a voi la bustina di zucchero!
Piccola, praticamente onnipresente sul bancone di ogni bar che si
rispetti, eppur negletta. La bustina di zucchero passa infatti il
più delle volte inosservata, anche se tutti la toccano, la prendono
in mano, e, a seconda dei gusti, la aprono per versarne il contenuto
nel caffè, oppure la lasciano distrattamente nel piattino, se
preferiscono gustare il caffè amaro, o sono a regime di dieta
ferrea.

Nonostante ciò, al pari e forse più delle schede telefoniche, la
bustina di zucchero è
oggetto da collezione. E gli appassionati non mancano, al punto che i
collezionisti di ogni paese, si ritrovano puntualmente a cadenze annuali
in raduni organizzati nelle principali città.
Un incontro con Sara Tagliavini, giovane collezionista ventisettenne di
questi contenitori di dolcezza, ci aiuta a chiarire qualche aspetto
inedito.

Quando e come ha iniziato a raccogliere le prime bustine?
È accaduto nel 1999, anno in cui ho partecipato, su invito, al raduno di
Colle Val D'Elsa, e lì un collezionista già esperto mi ha regalato un
centinaio di bustine, il primo nucleo della mia collezione. Subito ho
iniziato a fare i miei primi timidi scambi e
qualche compravendita. Poi, il resto è venuto da sé, mia mamma si è
buttata a capofitto nella raccolta come naturale
conseguenza di quella prima simpatica occasione.

Quante bustine possiede attualmente?
Può sembrare un numero esagerato, ma è la verità: ne possiedo circa
300.000!!!
Sono tutte di carta?
Si, è la carta il materiale di cui sono fatti questi minuscoli
contenitori.

Immagino che la sua ricerca sia ricca di dettagli curiosi. Ne ha
qualcuno per i nostri lettori?
Uno solo può spiegare tutta la passione che metto nella mia ricerca: da
quando ho iniziato a collezionare, mi sono imposta di bere il caffè
amaro, per non perdere nemmeno una bustina! Se qualcuno me lo avesse
detto prima, non lo avrei mai creduto!